29/09/08

C’é un uomo che non sopporta più le immagini. Ne é talmente saturo che ha deciso di rifugiarsi nelle ombre. Ne é talmente accecato che la sera apre la finestra e lascia che la luce della sera sia l’unica cosa che illumini il resto della stanza. passa tra le luci del tramonto e il silenzio della notte.  Per mesi, per anni. Può farlo, riesce a mantenersi anche così, ha i suoi affari. Un giorno qualcuno bussa alla sua porta, forse per sbaglio, forse qualcuno che ha camminato vie e piazze per arrivare lì a cercare di trascinarlo fuori, forse un venditore porta a porta, forse qualcuno che bussa per parlare perché non ha più trovato qualcuno con cui parlare o magari si contenta già solo di sentir risonare alle proprie orecchie il rumore dei propri colpi alla porta,
forse é solo il rumore di chi si é appoggiato all’uscio per dormire perché non trova la strada di ritorno e sta scomposto fra il pianerottolo e il muro, forse se l’é solo immaginato forse é la pioggia che sbatte contro i vetri ma lui apre.  È una donna. È la prima vera immagine dopo tanto lo lascia fermo e immobile a guardare, dalla soglia della sua casa, per un tempo infinito, un tempo che é tutta una vita a parte, vissuta daccapo.

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