Ingrid Bergman: La Vertigine della perfezione – Nuccio Lodato, Francesca Brignoli (LeMani Editore)

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7 Marzo 1979. Siamo a Beverly Hills ed è in corso una serata speciale dell’American Film Institute, si sta per consegnare il premio alla carriera ad Alfred Hitchcock. Millecinquecento invitati, tra i quali diverse vere icone della cinematografia americana del secolo, ma il Maestro è quasi del tutto assente, a causa dei problemi di salute che ne provocheranno la scomparsa un anno dopo. Sembra non avvertire attorno a sé il calore dei vecchi amici o la stima degli ammiratori. Improvvisamente Ingrid Bergman, amica e sua storica protagonista, prende la parola per concludere la serata, cogliendo l’occasione per ricordare al regista il lungo dolly in cui in Notorius, l’amante perduta il suo alter ego Alicia, tesa nell’abbraccio del marito nazista, rivela nel palmo della mano la chiave della cantina in cui sono nascoste le bottiglie di uranio. Ed ecco, trentatré anni dopo, quella stessa chiave – ricevuta anni prima da Cary Grant che l’aveva rubata sul set – donata da Ingrid all’amico Hitchcock come augurio di fortuna. Solo ora il Maestro si risveglia dal torpore, alzandosi faticosamente in piedi per abbracciare commosso la donna. Questo l’aneddoto scelto per l’apertura de Ingrid Bergman: La Vertigine della Perfezione, edito da Le Mani, testo critico che intraprende con il ricordo di quest’attrice umanamente quanto professionalmente ricca uno studio teso a ricavare dalla biografia e dai film più importanti dell’artista un profilo completo della sua carriera.

In realtà un traguardo questo più complesso di quanto ci si aspetti: pur nell’affettuosa obiettività che sorregge il libro si delinea infatti negli autori, Nuccio Lodato e Francesca Brignoli, un’infatuazione che quasi si rifiuta di riconoscere qualunque ombra nella figura della Bergman se non, al massimo, la sua indifferenza alla politica che la portò a mantenere negli anni Trenta, prima dello sbarco in America, legami professionali a prima vista compromettenti con la Germania. Non è un caso che sia difficile rapportarsi a un mito oramai perfettamente consolidato nell’immaginario collettivo: la profonda ammirazione per la donna e l’artista è però sostenuta comunque da una struttura aperta dell’opera, che permette ogni approfondimento da parte degli appassionati. Diviso in due capitoli, il libro segue le tappe della vita e della carriera dell’attrice per poi dedicarsi all’analisi di ventinove tra i suoi film più importanti, mantenendo in questo un dialogo aperto con la critica italiana dell’epoca.

Fermezza, passione, coraggio sono le parole chiave alla base della professionalità di Ingrid: la perfetta padronanza del mestiere mostrata fin dai primi lavori svedesi si affianca alla capacità di abbandonare una carriera sfolgorante a favore del periodo italiano con Rossellini, ad essa legato prima come regista e poi come marito. Una scelta che significherà incomprensione e ostracismo da parte di critica e pubblico americano fino all’avvenuto ritorno nel 1957. Ma l’amore per l’arte mal si accompagna a scelte insipide e mai la Bergman rinuncerà a lavorare anche a progetti poco convincenti, ma sempre illuminati, secondo gli autori, dalla sua partecipazione. Emerge infine anche la serena abitudine all’autocritica come forma di sicurezza, che ha portato spesso l’attrice a non esimersi dall’invadere il lavoro dei propri colleghi – a parte l’impenetrabile Hitchcock – con suggerimenti e proposte, nonché a riconoscere, laddove non lo vedano gli altri, i propri difetti. A testimoniarlo il ricordo di un celebre episodio, avvenuto in seguito alla sua premiazione inaspettata agli Oscar come Attrice non Protagonista per Assassinio sull’Orient Express, di Sidney Lumet. Salita sul palco, la donna ha accettato sì il premio, ma poi non ha avuto problemi a constatare, con ironica serenità, il maggior merito della sconfitta Valentina Cortese, rimasta a mani vuote per il suo lavoro per Truffaut in Effetto Notte. Un’umiltà e una passione per la qualità che non può oggi che apparirci rara e preziosa.

Autore: Nuccio Lodato, Francesca Brignoli
TitoloIngrid Bergman: La Vertigine della Perfezione
Casa editrice: Le Mani
Collana: Cinema – Attori
Dati: Brossura,  pp. 334, 16 fotografie in b/n
Anno: 2010
Prezzo: €18,00
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