05/02/09

questa lingua la strappo la rifaccio la chiamo
tornami.
usami come tavola dove mangi
dove scrivi i tuoi diari nascosti all’entrare dei passi
ci crolli il capo a dormire
dopo gli occhi troppo aperti
e mi scaldi col peso
richiusa e messa nell’angolo
hai le dita al posto delle labbra
hai le labbra al posto delle dita
mi baci toccandomi

la mano si ferma sempre prima in aria poi sulla guancia
vorrei pensare  le sensazioni solo dalla pelle come organo
il cervello traduce
esclusivamente
gli impulsi ricevuti  da ogni botta o tocco addosso

pensavo di
ma è solo un singhiozzo
ma a ricominciar da capo questa stanza poteva
essere lo sfondo di qualunque cosa.fuori c’è il sole.qualcuno avrebbe potuto nascerci qui.

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