Rapunzel, L’intreccio della torre – B. Howard, N. Greno (2010)

(Altri cartoni animati da vedere sotto le feste!)

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C’é una scena in Rapunzel – L’intreccio della torre che probabilmente farà saltare il cuore a tutti gli amanti del vecchio marchio Disney, quegli ex-bambini che s’ipnotizzavano al cinema o guardando le videocassette sulle storie di principi e principesse e cattivi e castelli in cui penetrare: nella sera si levano in aria miriadi di lanterne luminose le cui luci si riflettono nell’acqua delle distese scure e sopra i volti di Rapunzel e Flynn che si riscoprono nuovi e sconosciuti una negli occhi dell’altro. Ed é poi questo il nodo teso della questione che investe la Disney da una quindicina di anni, dall’uscita di quel primo Toy Story (1995) che cambiò le carte in gioco. Come mantenere la magia dello stile storico della casa d’animazione senza perdere il passo coi tempi, soprattutto quando la socia-rivale Pixar é subentrata come nuovo, riconosciuto marchio di garanzia di capolavori? La mossa fondamentale é stata quella di prendere come produttore esecutivo lo stesso regista dei primi due Toy Story, John Lassater , associandovi come supervisore all’animazione un nome storico come Glen Keane, curatore  dell’animazione di personaggi storici come la Bestia de La Bella e la Bestia, e l’Ariel de La Sirenetta: in altri termini, fondere insieme i nomi migliori dei due studios.

Rapunzel (voce originale Mandy Moore, voce italiana Laura Chiatti) vive da 18 anni chiusa in una torre dalla matrigna Madre Gothel, che le ha dipinto il mondo fuori come un posto orribile e pericoloso: un inganno per tenerla sempre prigioniera, perché particolarità della ragazza sono i capelli lunghi 20 metri, mai tagliati in quanto dotati del potere incredibile di guarire e ringiovanire chi ne viene a contatto. Le lanterne luminose che Rapunzel vede fuori dalla finestre ogni anno per il suo compleanno sono però un miraggio a cui desidera disperatamente partecipare in prima persona ; e  quando per caso arriva nella torre il ladro Flynn Rider (voce originale Zachary Levi, voce italiana Giampaolo Morelli), la ragazza decide di darsi alla fuga giusto il tempo necessario a realizzare il proprio sogno. Ma l’uscita nel mondo farà vivere a Rapunzel una serie di avventure che la porteranno a scoprire la verità sulla propria identità, l’amore, e soprattutto una parte di sé più forte e adulta che non credeva di avere.

Rapunzel- L’intreccio della torre riesce nella difficile impresa di mantenere vivo il carattere della Disney nel 2010, in un alternarsi equilibrato di risate e commozione, con una coppia di protagonisti che non sfigura tra le passate coppie disneyane e una serie di comprimari davvero azzeccati, come il cavallo Maximus che ruba lalvolta letteralmente la scena ai due protagonisti. Qualche pecca qui e lì –il modo in cui Rapunzel ricorda il proprio passato è davvero inverosimile- non toglie forza al racconto. Certo, le vette delle ultime produzioni Pixar rimangono inarrivabili, ma Rapunzel- L’intreccio della torre lancia un messaggio consolante a tutti gli ex bambini cresciuti a pane e cartoni animati: la Disney, in fondo, c’è ancora.

From SupergaCinema

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