Senna – Asif Kapadia (2010)

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Tre volte campione del mondo. Capace di scivolare sull’asfalto asciutto come sulla pioggia, di compiere rimonte incredibili, di spingere la vettura oltre ogni possibilità.  Un pazzo o un genio, a seconda dei punti di vista. A 17 anni dalla sua morte, il nome e la figura del pilota di Formula Uno Ayrton Senna, scomparso in un tragico  incidente nella gara del Gran Premio di San Marino il 1 maggio 1994,  rimangono ancora bene impressi nella memoria collettiva. Il documentario di Asif Kapadia si pone un difficile traguardo: saper raccontare l’uomo e il mito, a chi l’ha amato, ma anche a chi forse non se lo ricorda più. O non l’ha mai conosciuto. 

Gli appassionati troveranno certo pane per i propri denti, ma forse è proprio lo spettatore digiuno di storia sportiva che rischia di godersi maggiormente il film, pur senza afferrare tutte le vicende specifiche. Le singole gare diventano avventure mozzafiato senza esito certo, in un crescendo di emozione che culmina nella gioia della vittoria finale, a volte un miracolo letteralmente strappato al destino avverso.

D’altra parte la forza del film è proprio l’uomo-Senna: una figura, trascinata anche dalla fede religiosa, capace di trascendere un mestiere in un’ottica superiore. Mentre i colleghi- tra cui lo storico rivale Alain Prost, detto il “Professore”- si impegnano a raggiungere semplicemente la vittoria e la fama, Senna tralascia ogni strategia e politica tattica per ricercare in pista nient’altro la perfezione, metafora di una tensione spirituale che lo accompagna nella vita quotidiana. La morte è un’ombra sempre presente dietro ogni curva affrontata con troppa audacia e il regista decide di riproporre intatta allo spettatore la contraddizione di un mestiere che annovera tra i suoi rischi anche la tragedia. Si tifa per Senna perché si tifa, prima che per il pilota, per l’eroe; per l’individuo testardo che sa dar retta solo alla propria passione, per il ragazzo onesto che vuole soltanto correre, e farlo al meglio delle proprie possibilità; perché l’amore che mette in ogni gara è contagioso. Oltre le singole situazioni, i litigi, i contrasti, le minuziose regole interne della Formula Uno, le caratteristiche tecniche delle vetture, e tutti gli elementi propri del mondo automobilistico, Asif Kapadia restituisce una vicenda universale in grado di toccare chiunque. La storia di un uomo che inseguiva un sogno, un commuovente Icaro moderno.

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