I Colori della Passione – Lech Majewski (2011)

I-COLORI-DELLA-PASSIONE-La National Gallery di Londra. Il Museo Louvre di Parigi. Due nomi a caso, tratti dall’elenco dei luoghi internazionali dove è stata ambientata la prima de I Colori della Passione. Primi indizi a svelare che non ci troviamo di fronte a un film come gli altri; o almeno come gli altri film ci hanno abituato a immaginare.

I Colori della Passione è infatti film, installazione, rappresentazione pittorica, elaborazione digitale e interpretazione in carne ed ossa a partire dal grande dipinto del pittore fiammingo Pieter Bruegel La Salita al Calvario del 1564. Quadro densissimo, stratificato, con più di 150 diversi personaggi riuniti in un enorme paesaggio. Al centro, quasi inosservato, confuso tra mille volti, Gesù porta la croce; più in là la Madonna (Charlotte Rampling) soffre in silenzio. Lech Majewskivideoartista e regista, seziona il quadro animandolo in innumerevoli scene viste una ad una da vicino. Il quadro è il racconto, attraverso la metafora di Cristo come figura dimenticata nella sua tragedia, dei piccoli eventi drammatici dovuti all’occupazione spagnola del tempo nelle Fiandre, con la conseguente persecuzione degli eretici e dei dissidenti religiosi. Storie reali e storie simboliche, metafore di un’ingiustizia  che riscuote poco interesse, in un quadro colto nella sua interezza pittorica ma anche nel suo farsi nei disegni e nei progetti, con l’intervento dello stesso autore, Bruegel (Rutger Hauer), all’interno del quadro che sta immaginando e creando. Per giungere a questo risultato Majewski ha dovuto lavorare su più fronti, riprendendo attori e paesaggi reali, attori ripresi in blue screen e poi integrati con la riproduzione bidimensionale del dipinto originale, stratificando poi in fase di postproduzione tutti gli elementi per reinterpretare in prima persona l’opera dell’artista fiammingo. Non a caso parti del film sono state precedentemente proiettate come quadri viventi, tableaux vivants, alla Biennale di Venezia e l’opera, complessa quanto quella di riferimento, è da considerarsi di volta in volta film storico, artistico, quadro vivente, videoinstallazione,  esperienza interattiva. Majewski alterna singole scene a grandi carrellate sul paesaggio, lasciando lo spettatore libero di concentrarsi su qualunque parte più lo attiri e costringendolo, proprio come in Bruegel, a guardare bene anche i dettagli e figure più minuscoli. Visione lenta, e ardua: tutto va visto con calma.

Il rischio più grande de I Colori della Passione è di sconcertare o annoiare lo spettatore medio, ancorato alle vecchie categorie convenzionali che vedono cinema e videoarte come due ambiti del tutto distinti. A essere pignoli, si potrebbe rispolverare Gene Youngblood e il suo concetto di Expanded Cinema, cinema espanso, che si allarga fino a toccare le altri arti, le reinterpreta e si fonde ad esse, combinando fra loro media apparentemente distanti. A veder bene però il cinema ipertestuale è già una realtà consolidata in mezzo a noi, e le avanzatissime innovazioni tecnologiche, e le sperimentazioni tridimensionali del presente ne sono una valida riprova. L’unica cosa che rimane da superare è il pregiudizio dell’opera artistica, lenta, difficile, fatta per pochi appassionati, estranea agli stili del cinema più in voga al momento. Consapevolezza ancora difficile da guadagnare, eppure preziosissima: una volta libero da tali forzature, lo spettatore potrà trovare in I Colori della Passione un film magnetico, corposo, dinamico, da vedere e rivedere; e ne vale la pena.

From SupergaCinema

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Arte & Fotografia, Articoli, Cinema

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...