Cosmesi: ciglia e mascara

Ho deciso di aggiungere questa categoria perché si pensa che la cosmesi e tutto ciò che concerne la bellezza sia futile, e vanesio, ma la verità è che innanzitutto entrambe sono parti integranti dell’esistenza di una donna, anche solo il rapporto che essa può intrattenere con esse, da zero al fanatismo; in secondo luogo sarà vanesio ma muove miliardi in tutto il mondo, e altrettanti clic su Youtube da tutorialist, alcune delle quali hanno costruito una vera e propria carriera solo affrontando l’argomento. E se è certo che far sentire una donna brutta è la mossa n. 1 del marketing cosmetico per vendere prodotti, non si può negare che può essere anche semplicemente bello prendersi cura di sé senza per questo regalare la propria anima allo specchio o alle multinazionali.

Non sarei dunque così sicura che il tema in questione sia poi così poco serio; ma di cosa potrei parlare io, che ho iniziato a truccarmi solo a 18 anni, e che passo la maggior parte del mio tempo acqua e sapone perché sono troppo pigra per usare il make up nonché poi rimuoverlo? Qualcosa c’è. Un paio di cose su cui, pur avendo imparato solo verso i vent’anni e passa a mettere l’eyeliner – con mani ancora oggi tremolanti – mi sono fissata provandole e studiandole tutte.

Una di questa sono gli occhi, ma non il trucco delle palpebre: esclusivamente le cigliaNon so mettere bene l’ombretto, non so fare gli smoked eyes, ma so tutto sulla cura delle ciglia. Per questo parlerò solo di queste, e dello strumento di bellezza più usato al mondo: il mascara, o rimmel che sia.

Perché? Per questa premessa: l’unica cosa che sono sicura di aver bella del mio corpo (oltre ai denti, ma là bisogna dare una piccola percentuale di contributo ai dentisti) sono gli occhi. I miei occhi sono neri, e dotati di ciglia notevolmente lunghe e curve. Prima che vi arrabbiate, sappiate che beh, ognuna possiede una freccia nel proprio arco, e sono sicura che voi ne avete altre, che io non ho, di cui sarei parecchio invidiosa. (Peraltro scordatevi che vi faccia l’elenco sterminato dei miei difetti!). Da struccata mi scambiano per truccata, e da truccata mi scambiano per una con le ciglia finte. Agli uomini non gliene frega mai niente, e anzi, molti mi hanno detto di non truccarmi proprio, ma questo ormai lo so: di moltissime delle cose che facciamo per sentirci belle a moltissimi uomini non gliene frega niente, a malapena lo notano. Ma non ce ne frega niente nemmeno a noi, perché non lo facciamo mica per loro, ma solo perché è bello e divertente e ci fa sentire meglio, oh!

La lunghezza delle ciglia è un fatto meramente genetico: va dai 6 mm al centimetro e mezzo, e in più bisogna contare quanto siano rade, folte, chiare, scure, a seconda del proprio Dna. Le mie le ho prese da mio padre, che è originario del Sud e mi ha trasmesso questo nero ovunque, dai capelli agli occhi alla pelle, leggermente olivastra, che io sbianco evitando come un vampiro il sole in ogni stagione. Ma qualunque sia il punto di partenza, dato che lo sguardo è una delle cose più importanti, ed espressive nella comunicazione umana, si può sempre intervenire con due alleati: cura e trucco.

1) La cura delle ciglia
Truccarsi sempre e poi struccarsi non è una cosa leggera. Le ciglia rimangono irrigidite per ore sotto sostanze nemmeno troppo gentili con loro (di mascara buoni e bio al momento ne esistono ancora troppo poco) e poi per rimuoverle il tutto bisogna strofinare bene, e ogni volta qualche ciglia può rimanerci vittima, e a lunga andare quanto vogliamo perderne? Io sono per il trucco saltuario, quando c’è un’occasione importante o quando vogliamo vederci più belle; ma essere schiave del trucco, no, per il semplice fatto che ci inventiamo poi una maschera alla quale gli altri si abituano, fino a disconoscere del tutto il nostro vero volto. E allora quando lo mostriamo, poi? Io voglio che gli altri mi vedano sia truccata che no, in tutte e due i momenti, altrimenti non è più divertimento, ma routine.

I modi per curare le ciglia sono tanti: il più antico e famoso è l’olio di ricino – da passare in modica quantità con uno spazzolino o un cotton fioc, per non ritrovarsi la mattina dopo gli occhi gonfi – di cui si dice che rafforzi, ma non solo, infoltisca e allunghi: molte lo hanno provato con successo, io di mio non ho visto alcuna differenza, quindi fate voi.
In commercio esistono poi parecchi sieri allunga/rinforza ciglia, tutti basati su principi attivi che promuovono la crescita o ritardano la caduta. Li trovate in farmacia e in profumeria, dai più economici (vedi Kiko) ai più costosi. Io ne ho provato qualcuno, ma finora l’unico che abbia mai fatto è il RapidLash. RapidLash nasce come formula innocua di un farmaco americano più pesante e costoso, il Latisse, un medicinale per la cura del glaucoma di cui si scoprì l’effetto collaterale di allungare notevolmente le ciglia. Ma se per il Latisse c’era bisogno di una ricetta medica, il RapidLash si vende liberamente online e in profumeria, e da un paio di anni è disponibile anche in Italia. Il suo principio attivo è la prostaglandina, una molecola su cui si sta sperimentando per la calvizie. Bisogna dire che l’uso di questa sostanza ha creato (ma in gran percentuale riguardo il Latisse, in quanto vero e proprio farmaco) discussioni su possibili effetti collaterali. Su Internet c’è scritto di tutto: chi usa il Rapidlash da mesi senza alcun problemi, e chi parla di alterazione del colore degli occhi e delle pelle sottostante. Su questo posso solo dire: informatevi. Su Internet troverete migliaia di review, foto prima e dopo. A voi la scelta. Nel mio caso posso solo dire: è innocuo e funziona, funziona davvero, a patto di essere costanti, e i suoi 40/50 euro – un tubetto dura sui due/tre mesi – li vale tutte. Lo uso da cinque mesi e le ciglia si sono davvero allungate, ancora di più, di almeno un paio di mm e si sono infoltite, senza alcun problema per gli occhi. Lo passo mattina e sera come un eyeliner sul bordo delle ciglia superiori e inferiori e mi trovo benissimo: questa la mia esperienza.

So anche che esistono metodi più estremi, come il trapianto di extensions, ma questo dipende da quanto veramente siete fissate (e quanto volete spenderci).

2) Il mascara
Che Dio lo benedica. È lo strumento più semplice ed efficace per far risaltare lo sguardo, e di conseguenza tutto il volto. In vita mia ne ho comprati tanti, veramente tanti, di qualsiasi marca, sempre alla ricerca di quello perfetto, quello della vita. Il primo della mia vita fu un campioncino Pupa trovato in una rivista che provai timidamente ad usare, con l’effetto che mi impiastricciai tutta e mi sciacquai subito. Per anni, poi, un’adolescenza povera in canna, compravo quelli al supermercato, i Maybelline, L’Oreal (che una volta sì, faceva mascara economici) finché a 18 anni, credo per il mio compleanno, comprai il mio primo, indimenticabile mascara costoso: il, ancora oggi usatissimo, YSL Effet Faut Cils. Ricordo ancora l’emozione nello scoprire, che quando compri i mascara di alto livello, non è che vai in profumeria e te li prendi: la commessa apre lo sportello e te lo dà. Lui poi, come altri, non era un tubetto nudo, ma era dentro un’elegante confezione con addirittura il foglietto delle istruzioni in 5 lingue, manco fosse un trapano elettrico. Cavolo, che emozione! E che mascara. Tutta un’altra cosa, anche se il suo difetto è sempre stato quello di seccarsi presto.

Poi, per nostra fortuna, arrivò all’inizio del Duemila la rivoluzione dello spazzolino e si passò alle setole di gomma. Ed ecco spazzolini flessibili, dalle setole fittissime, che prendono le ciglia una a una, non a mazzetti, truccandole minuziosamente. Nel giro di qualche anno questi spazzolini ci sono diventati familiari, ma le case cosmetiche non hanno mai smesso di sperimentare: lo spazzolino pettine, senza setole, il super spazzolone bombato (il più famoso è il DiorShow, grande il doppio di un mascara normale) e poi gli spazzolini ondulati, 90-60-90, quelli sferici inventati da Givenchy, e ancora di tutto. Anche perché gli effetti sono diversi: gli ultrasetole sono perfetti per dividere e allungare, ma prendendo le ciglia separatamente non hanno lo stesso effetto di quelli volumizzanti, che apportano più prodotto. Poiché le case sono tutte legate tra loro – l’azienda di qualità ha al suo interno anche una sottomarca economica – fortunamente per chi ha pochi soldi in tasca oggi anche al supermercato possiamo acquistare uno di questi spazzolini high tech. Eppure, io consiglio sempre e solo mascara di marca. Costano, oramai anche tanto, almeno 30 euro, ma sono un’investimento che vale. Qual è la differenza, se gli spazzolini sono ormai universali? Il contenuto. La cosa peggiore di un mascara sono i grumi: e i prodotti di bassa qualità contengono emulsioni meno leggere, più grezze. Risultato? Ciglia truccate benissimo, ma grumi e pezzetti di mascara che si sbriciolano intorno tutto il contorno occhi. Un’esempio per tutti è Maybelline, che fa degli spazzolini veramente fantastici: ma a che servono, se poi sopra e sotto le palpebre mi ricopro di briciole nere?
Non posso certo consigliare il mascara perfetto, perché ognuna ha il suo tipo di ciglia. Mi sono anche accorta che ognuna ha il suo concetto di ciglia ben truccate: ho visto anche donne con le ciglia si lunghe, ma tutte ammazzettate che mi dicevano “guarda che mascara fantastico ho trovato!” Per me, onestamente, ciglia ben truccate sono ciglia a ventaglio ben separate e senza grumi: poi, ad ognuna il suo.

Esistono mascara fatti apposta per farsi notare, i cosiddetti volumizzanti, e poi altri, più discreti, utili per il giorno. Questo è il mio duo personale: quando voglio ciglia lunghe, separate, a ventaglio ma senza esagerare uso DiorShow Iconic, un ultrasetole dall’emulsione leggerissima; quando voglio l’effetto Edie Sedgwick o Twiggy vado sul Sexy Blacks di Helena Rubinstein. In genere Dior e HR sono le marche che ritengo migliori in fatto di qualità; Chanel e Lancome, che comunque possiedo, sono ottime, ma li manca quel tanto in più da farmi dire “lo ricompro”. Purtroppo c’è solo un modo per scoprire cosa ci piace: provarli. Dato che non possiamo farlo a scatola chiusa, visto il prezzo che costano, ci sono due alternative: o i tester nelle profumerie o i campioncini, che fortunatamente escono spesso con le riviste. Esistono milioni di reviews e di foto, ma non ci si può sempre fidare, perché ognuna ha il suo tipo di ciglia, e il mascara perfetto per qualsiasi donna non esiste.

Come truccarle infine, queste benedette ciglia? Se il mascara è buono una mano ce la darà innanzitutto lui, ma il movimento base è questo: accostare il mascara all’inizio delle ciglia e da lì partire con un movimento rotatorio su se stesso e a zig zag fino alle punte. Il metodo zig zag è da sempre quello più consigliato dai truccatori professionisti, perché prende tutte le ciglia. Dare almeno due passate, ma senza esagerare – quella roba poi dovete toglierla! – e infine pettinarle leggermente con il mascara in verticale, perpendicolare all’occhio. Non posso dirvi nulla su ciglia finte o piegaciglia, perché non li ho mai usati in vita mia, ma devo proprio dirvelo: l’ultimo mi fa sempre un po’ paura, sembra uno strumento da sala operatoria!
Una mia fissa personale sono le ciglia esterne, su cui ripasso sempre alla fine in verticale per pettinare le estremità a mò di virgola – un po’ come si fa con l’eyeliner stile anni ’60 – . Un trucco del mestiere è avere sempre uno spazzolino vecchio di uno dei vostri mascara preferiti ormai asciutti, ben pulito con acqua e sapone per rimuovere tutti i residui di nero, per pettinare e separare le ciglia che alla fine magari si sono incollate. Ed ecco fatto!

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1 Commento

Archiviato in VANITAS

Una risposta a “Cosmesi: ciglia e mascara

  1. prigioniera_del_deserto

    Wow un vero e proprio poema sulle ciglia e le loro infinite possibilità. Se avessi dovuto scriverlo io sarebbe stato un haiku e alla fine della terza riga non so nemmeno se ci sarei arrivata, nonostante mi trucchi praticamente ogni giorno che dio manda in terra perchè senza makeup mi sento nuda.
    Interessante

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