13/01/07

L’infanzia non ha numeri. È, nel ricordo, un tutt’uno di date, il tempo non è lineare, non esistono i singoli anni. Non mi ricordo cosa ho fatto a 7, 8 anni, rispetto ai 9, non so associare i fatti a un momento specifico, è come se tutto fosse accaduto ininterrottamente. So solo che ero bambina, ma non so quando.
C’è sempre stata la notte, anche nella mia infanzia: stare svegli fino all’alba era una trasgressione eccitante, con le risate soffocate, le follie improvvisate, la radio accesa. Ascoltavamo Radiodue e a un certo punto qualcuno metteva una canzone dei Beatles,ed eravamo tutti elettrizzati. Per anni, poi, ma ero più grande, la televisione è rimasta accesa tutta la notte a volume basso, con la luce violenta che si rifletteva sui muri bui. Io non ho mai avuto il controllo del televisore, dove scorrevano B movies su Italia uno, telefilm assurdi, telefilm degli anni 80. A volte si rideva. Altre volte i miei fratelli si mettevano a giocare alla play , e non so più quante volte i miei siano venuti a sgridarci perché eravamo ancora svegli.

Ma è stato sempre così per me, la mattina non esiste. Negli ultimi anni, prima del trasloco, quando l’università mi permise di seguire la mia indole, mi rifugiavo nella stanza di mio padre; guardavo la tv, guardavo film, a volte se ero triste guardavo i simpson,oppure ascoltavo musica. O spegnevo tutto e mi sdraiavo sul pavimento. Ricordo ancora nitidamente l’affacciarmi e vedere Piazza Strozzi in piena alba.
Una volta, nel novembre 2004, usciì di casa alle quattro di notte ascoltando musica. Camminai fino a Lepanto, alla porta del tempo, dal Mamiani, poi davanti al Belli, la dovè gli alberi a volte sono cosi grandi, e viola, e rossi. Avevo un desiderio dentro di me e non riuscivo a mandarlo via.

Una notte di quando ero bambina, mio fratello tagliò il nastro di una musicassetta, lo legò e lo fece sospendere dal balcone su Piazzale Clodio. Sembrava il nastro di una ballerina, si muoveva ad onde, de io incantata mi affacciai e guardai giù. Mi caddero gli occhiali di sotto. All’improvviso non vidi più nulla, tutto sfuocato e qualcosa che si allontana. Poi fu solo nebbia.

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