Archivi del mese: marzo 2013

25/03/13

Fino ad ora
fortunatamente
sono sopravvissuta alla vita

1 Commento

Archiviato in Personale/I Me Mine

La Scelta di Barbara – Christian Petzold (2012)

01_7

Tutto è relativo. Nei primi anni Novanta un film come La scelta di Barbara, Orso d’Argento al Festival di Berlino 2012, sarebbe stato una rivelazione per il coraggio e l’onestà autocritica che avrebbero riaperto il ricordo ancora recente delle due Germanie divise. Un caso non dissimile da quello realmente accaduto per Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck, a cui il film di Christian Petzold è stato non a caso paragonato.

Ma nel 2013 La scelta di Barbara altro non è che un racconto didattico, stilisticamente impeccabile nonché prevedibile, che soddisfa le aspettative dello spettatore lasciandolo però del tutto freddo: un problema prodotto sia dalla costruzione narrativa del film che dal sedimentarsi dell’immaginarsi collettivo. Infatti, di fronte al tempo che passa, il cinema storico deve affrontare la sfida della graduale banalizzazione a opera della memoria degli eventi passati. Ciò che prima era il nostro presente, o passato prossimo, muta con gli anni nella trasmissione del racconto epico di ciò che fu; ma l’epica per sua natura deve sempre tendere a semplificare la realtà. Allora ci sono i buoni, gli eroi, e i cattivi da sconfiggere per conquistare la libertà, e La scelta di Barbara non è da meno nel narrare non i fatti storici quanto l’impressione che hanno lasciato nel ricordo: non può mancare perciò una protagonista stoica, leale e altruista, alle prese con l’indifferenza schiacciante di una dittatura impersonata da agenti, poliziotti e cittadini spietati, quasi monolitici nella loro apparenza.  Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Articoli, Cinema

Ω∂≈ o pregando nostro Signore, Amen

2195580027_03f9494780_z

(photo by me)

Lascia un commento

Archiviato in Immagini

bLOC Notes 3.8

L’inadeguatezza porta all’aggressività. L’aggressività è un altro modo per nascondersi: non toccarmi-non guardarmi-non apro bocca-cammino sui muri per passare inosservata.
Le immagini complicano tutto, non importa che siano bugie, perché dicono comunque che c’è un’altra possibilità di essere; un livello più alto.
L’inadeguatezza è sapere chi si è, ma non riuscire a collocarlo nel mondo senza vergognarsi: allora si lima, si taglia, si tira per trovare un compromesso e trasformare gli ingredienti in un pasto che però non erano destinati originariamente a creare. Per questo ovviamente per quanto si tenti si fallisce sempre, e il senso di fallimento si stampa come una guaina addosso finché l’insicurezza e l’inadeguatezza non diventano una seconda pelle.

(evviva)

Lascia un commento

Archiviato in Personale/I Me Mine

Strategie di pubbliche relazioni in caso di caduta meteoriti

L’altro giorno ho sognato che c’era la fine del mondo causa meteoriti. Le televisioni e i giornali sapevano esattamente a che ora sarebbero cadute, e dunque la popolazione poteva godere di un certo preavviso prezioso per decidere come passare gli ultimi minuti.

Ma, problema: se io voglio passare quel che mi rimane della mia vita con i miei cari, che però non sono solo i miei parenti, ma anche persone cui voglio bene, e queste persone però non possono tutte passarlo contemporaneamente con me e con i loro parenti causa impossibile ubiquità e però l’idea di passare la fine del tutto tutti insieme appassionatamente non piace a chi è più riservato e vorrebbe godersi la propria dipartita incenerito dalle piogge di fuoco in rispetto della privacy, allora come si fa? Mi sono svegliata prima di risolvere l’arcano, accidenti.

1 Commento

Archiviato in Personale/I Me Mine

30/06/08

(stanca)
le stanze della memoria hanno pareti mobili,
che si spostano ad ogni istante
lasciando le linee fragili di ciò che é già andato
cosìcché ogni visitatore possa avere la sensazione,
pur rimanendo immobile,
di star percorrendo un lungo corridoio;
si bussa a un stanza che già si é spostata oltre,
come un gioco di cubi
per smarrirsi in alloggi nuovi o dimenticati
a ritroso nel pensiero. dagli interstizi delle mattonelle arrivano voce confuse,
i riflessi dalle finestre contengono volti che svaniscono come impronte sul vetro
singhiozza il tetto,
si ricostruiscono case andate a pezzi .

Lascia un commento

Archiviato in Personale/I Me Mine

Bloc Notes 3.7

Tutti hanno bisogno di qualche cicatrice.

?

1 Commento

Archiviato in Personale/I Me Mine