In equilibrio

Una volta in palestra, parlando col mio istruttore, mi fu rivelato che a lavoro effettuavo una ginnastica diversa da quella più nota: la ginnastica isometrica che, per farla breve, corrisponde al mantenere il più possibile in tensione il muscolo, rimanendo pertanto immobili. La stessa tecnica che usavo nelle pose brevi nonché in attesa del bus, d’inverno,  in equilibrio su una sola gamba per riscaldarmi.

La danza è comunemente considerata un’arte basato perlopiù sul movimento, ma molto di quest’ultimo è, come nel cinema, una sequenza di singole immagini raramente colte nel loro istante; al rallentatore, come in un’opera di Bill Viola, è tutto ancor più interessante.

Mi è ricapita davanti agli occhi la coreografia di Blue Yellow eseguita da Sylvie Guillem nel suo film Evidentia: in un punto la danzatrice si mantiene in un’unica posizione ferma e inizia, pur salda, a tremare. I muscoli non sopportano quell’infinita contrazione, impercettibilmente tutto il corpo ondeggia, alla ricerca di liberazione. Un’altra danza a parte.

Immagine

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