Archivi del mese: ottobre 2013

Two Mothers – Anne Fontaine (2013)

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Nel guardare Two Mothers – tratto dal romanzo breve “Le Nonne” di Doris Lessing- il background emotivo dello spettatore sarà di grande aiuto. Se particolarmente sensibile, potrà rischiare il pianto nel vedere due brave attrici come Naomi Watts e Robin Wright mettere al servizio di una pellicola strampalata tutte le propri doti professionali; se invece propenso a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, si potrà fare quattro risate. Nel caso non fosse ancora chiaro si ha qui di fronte una pellicola palesemente ridicola, e non per la storia, come i frettolosi perbenisti potrebbero pensare.

Sarebbe triste infatti trovare al giorno d’oggi ancora risibile l’amore in tarda età, nonché del tutto retrogrado se, statistiche alla mano, si vive talmente a lungo da fare della giovinezza tanto mediatizzata una parentesi della propria esistenza. È una vera gioia trovare in Two Mothers volti femminili rugosi, dove i segni del tempo sono qualcosa che si aggiunge, non che si perde, facce capaci di amare e essere amate vivendo il sesso con intensità maggiore grazie alla propria esperienza. Il problema semmai, è la capacità da parte di chi narra, di credere fino in fondo nella complessità dei sentimenti esibiti: due amiche per la pelle tanto unite da esser scambiate per lesbiche – laddove la forza dell’amicizia non riesce a essere costretta nelle definizioni abituali – che si innamorano una del figlio dell’altra quasi come naturale estensione del loro amore reciproco, e di questa epifania fanno la base di una nuova vita fatta di mare, nuotate e brindisi di calici finché sul quartetto felice non incombono le nuove conoscenze dei ragazzi. Continua a leggere

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Giovani Ribelli/Kill Your Darlings – John Krokidas (2013)

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La Storia possiede un talento crudele nel ribaltare i punti di vista sul senso delle esistenze umane, soprattutto quando si tratta di vincenti inghiottiti in un successivo anonimato o al contrario di disgraziati trasformati, grazie alle convenienze del Tempo, in miti degni di invidia. Gli artisti sono da sempre la categoria sociale maggiormente soggetta a questi stravolgimenti culturali; o almeno continueranno a esserlo finché l’odierno dovere del successo ora-e-adesso non riuscirà a far calare un’ombra definitiva su ogni stimolo che richieda una sedimentazione prolungata. Non tragga dunque in inganno il banale titolo italiano di Giovani ribelli (Kill Your Darlings): non solo i ribelli del titolo sono diversi dal raffazzonato stereotipo più diffuso, al cui posto troviamo i futuri protagonisti del movimento letterario noto come la Beat Generation, ma sono, nella loro natura più cruda, dei veri e propri derelitti umani. Continua a leggere

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Emperor – Peter Webber (2013)

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Nell’agosto del 1945, dopo il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, un Giappone in macerie si arrende agli Americani. È l’ora tanto attesa dei vincitori, dei processi, della giustizia e delle vendette. Il Generale MacArthur (Tommy Lee Jones) in odore di futura campagna presidenziale, deve decidere per conto del governo statunitense delle sorti dell’imperatore giapponese Hirohito, considerato dal suo popolo alla stregua di una divinità. Da una parte c’è la sete di vendetta americana e la ricerca di un colpevole da punire di fronte al mondo intero, dall’altra il pericolo di una destabilizzazione profonda di una nazione così legata al suo regnante: MacArthur, impegnato a produrre di sé un’immagine mediatica positiva delega l’incarico al Generale Fellers (Matthew Fox) che in dieci giorni, sotto il giogo del ricordo di un antico amore, dovrà presentare le prove a favore o contro la colpevolezza di Hirohito, che rischia di essere giustiziato. Continua a leggere

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Diana – Oliver Hirschbiegel (2013)

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Uno strano fascino dell’impossibile deve far presa su Oliver Hirschbiegel, se continuando a confrontarsi con i grandi protagonisti della Storia, prima con l’uomo più odiato al Mondo, Adolf Hitler (La caduta) e dopo con una delle donne più amate, la Principessa Diana, sceglie ancora di scontrarsi con l’opacità di fondo che il Mito, sotto tanta luce, non può che riverberare. Sapere tutto di un personaggio storico equivale anche a non saper nulla della sua intima essenza, così facilmente sostituita dagli aneddoti, dalle immagini e dalle testimonianze fino a divenire un tratto trascurabile. Hanno forse, in questo senso, maggiore merito quei film che intendano come racconto storico la sola restituzione di un singolo sentimento preciso riguardo la persona trattata pur rischiando di essere tacciati di miopia riguardo altri versanti della sua biografia. In altri termine va bene anche un lato solo, purché affrontato con potenza e rispetto della complessità che contraddistingue ogni  esistenza. Continua a leggere

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Sacro Gra – Gianfranco Rosi (2013)

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Il mito, per essere tale, deve fare torto alla realtà. È anzi suo preciso compito librarsi sopra la sostanza dura e netta della quotidianità strappando quei fili che poi ritesse in un corpo nuovo, ignaro della frammentarietà di composti cui deve le origini. “Sacro” dunque è il Grande Raccordo Anulare di Gianfranco Rosi, non luogo, ma Immaginario dove si depositano le istintive produzioni della mente riguardo la nostra idea di periferia romana, perché solo nei termini di viaggio mentale Sacro GRA può mantenere le originarie residue istanze documentaristiche. La realtà non c’entra, benché non si voglia qui credere possibile suggerire tanto facilmente i parametri del vero: certo è però che manca qualsiasi indizio di complessità del racconto e della descrizione.

A scuola durante le lezioni di italiano viene solitamente insegnato che esistono due modi di elaborare discorsi. Il primo, il periodo paratattico, predilige l’uso di coordinate – parti che possono anche stare da sole, semplicemente poste una accanto all’altra senza alcun rapporto di dipendenza – mentre quello ipotattico costringe gli enunciati a un rapporto gerarchico. Preferendo il primo tipo di registro, Rosi enuncia frammenti di storie senza che esse abbiano un collegamento fra di loro, concedendo allo spettatore il compito di sceglierne una favorita senza che sia possibile travalicare la distanza posta dai fatti che mutano non appena ci si avvicina loro troppo, e allora via col cambio di scena e personaggi; tutte avrebbero potuto essere tema unica e principale del film, la migliore dei quali forse sarebbe stata l’incessante resistenza di un botanico, novello Davide vs Golia, impegnato nella lotta alla sterminata processione di parassiti dediti solo alla distruzione delle palme di cui si prende minuziosa cura. Continua a leggere

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Il mio battesimo di fuoco

Inizia oggi la mia collaborazione con SoftRevolution, un gruppo di ragazze incazzate come piace a me che mi ha fatto l’onore di includermi fra i loro collaboratori. Qui il primo articolo basato sul tema del mese, la paura.

Qualche anno fa ebbi il mio battesimo di fuoco. Non ha molta importanza definire i particolari, sarebbero più utili alla strumentazione delle mie parole che ad altro. Erano italiani? Stranieri? Era notte? Giorno? Dov’ero? Com’ero vestita? A seconda delle informazioni che potrei dare il contesto e il valore di quello che accadde cambierebbero ed è proprio contro la varia interpretazione dei fatti che scrivo, per mettere sotto luce un’unica, indimenticabile sensazione.

Un giorno, da qualche parte, un gruppo di uomini mi fermò per lanciarmi pesanti frasi da rimorchio; poi mi misero le mani addosso e mi sbatterono a terra. La colpa, ovviamente, fu mia: avevo risposto alla violenza. Quando iniziarono a infastidirmi con le prime battute non provai paura, ma un’immensa rabbia, generata dalla noia e dal fastidio di vedere un gruppo di persone rendersi ancora una volta ridicoli e meschini solo perché sei da sola, sei donna, sei fisicamente piccola. La mancata immedesimazione da parte loro nei miei panni – che in quel momento erano quelli della vittima – mi esasperava così chiesi, visto che per loro non valevo niente, se avevano una madre. Forse avevano almeno una figura femminile che rispettavano? Non era una donna anche lei? Come si sarebbero sentiti a vederla vulnerabile, attorniata da un nugolo di gente che abdicava alla propria dignità, in nome dell’inebriante sensazione di avere per un attimo in mano il Potere? Continua a leggere

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