Blue Jasmine – Woody Allen (2013)

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I nevrotici fanno ridere: lo sa bene Woody Allen che sui propri personaggi isterici ha costruito un’intera carriera. Jeannette (Cate Blanchett), detta Jasmine per darsi un tono esotico, sembra l’ennesima figurina accartocciata su se stessa che strapperà risate al pubblico. Fuggita da un ambiente misero grazie al proprio aspetto e a una naturale eleganza sembrava aver fatto il grande affare sposando un uomo ricco e premuroso (Alec Baldwin) che le ha assicurato una vita sontuosa immersa nel lusso. Poi, la caduta nel ridicolo: il marito tanto invidiato era un truffatore donnaiolo, il loro stile di vita si basava su affari sporchi e alla povera donna caduta in disgrazia, con il coniuge suicida in carcere e il disprezzo degli ex amici ad aspettarla, non resta che rifugiarsi dall’unica persona che ancora le vuole bene, la stessa sorella (Sally Hawkins) da cui si è tenuta a distanza per anni per l’imbarazzo dei sui modi e compagni poco sofisticati. Jeannette è al limite, dà segni di squilibrio mentale, parla da sola, si imbottisce di psicofarmaci. In altri termini, sembra la perfetta protagonista di un classico film alleniano.

Qualcosa però in Blue Jasmine è incrinato. L’intelaiatura del racconto, dai titoli di apertura sempre uguali in ogni film di Allen allo stile narrativo sobrio, farebbe presupporre una tragicommedia, amara ma esilarante, sulla capacità degli esseri umani di annegare nella propria meschinità – giudicare per classi, ignorare gli altri per pensare solo a se stessi, mentire – fino a perdere il contatto anche con chi potrebbe salvarli dal baratro. Questa visione dell’umanità ha solitamente avuto a che fare con l’immedesimazione dello spettatore che vedeva proiettati su pellicola le sue stesse idiosincrasie, fobie, bassezze; ma lo spazio in cui è approdata Jeannette è quello ulteriore in bilico fra nevrosi e reale malattia mentale, che traccia una distanza da cui il pubblico può vederla ma non comprenderla. Ora è la donna che ti ferma per strada delirando, quella da cui ci si scosta con un sorriso di circostanza per fuggire via, colei che ha crisi di panico che lasciano sconcertati e incapaci di agire. In poche parole, è una che ha perso “qualche rotella”. Si ride della sua inesplicabile estraneità con il nostro agire, non della comune difficoltà di vivere: lei non è come noi, è diversa,  per questo appare comica.

La pazzia, oltre ogni luogo comune, è semplicemente questo, mollare gli ormeggi ed abbandonare ogni contatto con il mondo per incapacità di sopportare oltre le contraddizioni e le emozioni che gravano sull’individuo. Distaccarsi dalla realtà significa perdere ogni possibilità di comunicazione e comprensione verso l’Altro, che di fronte qualcosa che non capisce può reagire allontanandosi, spaventandosi o ridendone. Il limite tracciato da Blue Jasmine porta il film in un luogo dove l’ironia non aiuta a conoscere l’essere umano nella sua complessità, ma si arrende, rassegnata di poter solo deriderne l’ inesplicabile assurdità; costituendo di per sé il dramma del sorriso che muore in bocca. Allen, che non ha mai usato il divertimento al mero obiettivo di intrattenere, ma ne ha fatto una vera arte introspettiva, sembra qui capitolare alla scoperta di un confine oltre il quale la tragedia umana non può essere reinterpretata in chiave comica perché è un sogghigno che non dà né sollievo, né la speranza di intuire cosa c’è dietro. Ridere perché abbiamo capito qualcosa è ben diverso dal farlo perché nell’incomunicabilità non si può fare altro. Allora Blue Jasmine è la storia di una donna fallita, ma anche del fallimento cinematografico attuatosi nel tentativo di sviluppare un’empatia con un personaggio trasportato dal dolore in un luogo troppo lontano per essere raggiunto da chi guarda. Di fronte a questo ritratto impietoso si ridacchia per occupare il tempo e sommergere lo smarrimento che produce; ma se questo dovesse significare che l’ironia non può insediarsi in tutte le crepe del vissuto umano allora vorrà dire che il cinema dovrà incassare un grave colpo.

Da PointBlank

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