29/07/2014

A volte mi sembra di cercar di far rallentare le ore, o vederle più lunghe. Prendermi il mio spazio nella misura di una notte, e immergermici dentro come in un bagno, aderendo su tutta la superficie

Alla notte mi aprivo come carne aperta
allungandomi su ogni parte, consegnandole il mio sistema nervoso
mi assalivo di domande o in caso contrario spargevo vuoto dalle tempie
una lattiginosa nube trasparente saliva da me
e le parole erano nulla che suoni o troppo aspre di significato, mute o sonore

Leggere faceva godere e
sentir il silenzio riempire le orecchie un caldo rifugio e poter fare cose strane quando sei sola
nasceva daccapo la speranza come se fosse la prima volta

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