Via dalla pazza folla – Thomas Vinterberg (2015)

Via dalla pazza folla recensione film

” All’inizio di Via dalla pazza folla la protagonista, Bathsheba Everdene si descrive come “troppo indipendente”. Visto il contesto in cui si muove, l’Inghilterra rurale di fine Ottocento, quel “troppo” è perfettamente comprensibile, ma Bathsebea non se ne cura: ereditata la fattoria di suo zio, è intenzionata a farne un’azienda fiorente di cui sarà, senza alcun marito in mezzo, la padrona. Difatti la giovane rifiuta tutti gli appassionati pretendenti, dal fedele pastore Gabriel Oak, al distinto vicino William Bolwood, accomunati dall’incapacità di fare una richiesta di matrimonio senza citare il nutrito numero di oggetti che saranno garantiti alla sposa. Cederà all’unico che le prometterà passione, il tenebroso tenente Troy. Dietro la maschera di uomo dissoluto, il neo marito nasconde però un passato sentimentale straziante.

Il topos narrativo centrale nel romanzo di Thomas Hardy, da cui il regista Thomas Vinterberg ha tratto questo nuovo adattamento cinematografico – famoso quello del 1967 di John Schlesinger – riguarda le difficoltà di una giovane ragazza molto intelligente ed emancipata, nel realizzare concretamente il proprio ideale di esistenza autodeterminata, con tutti gli ostacoli che ne possono derivare: come quello di sposare l’uomo sbagliato.” continua su Pb

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