Roma 2015/ The Confessions of Thomas Quick – Brian Hill

The Confessions of Thomas Quick recensione film

“La storia narrata da The Confessions of Thomas Quick è tremenda e geniale: basta solo la trama per far venire voglia di guardare il documentario di Brian Hill, tutto incentrato sulla terribile vicenda di Sture Bergwall, uomo mentalmente instabile che all’inizio degli anni Novanta durante la propria terapia psichiatrica iniziò a confessare di essere l’autore di alcuni fra i più misteriosi casi di omicidio avvenuti in Svezia. Bambini, coppie, ragazzi e ragazze: Bergwall non si faceva remore ad ammettere di averli stuprati e uccisi, a volte sventrandone il corpo, altre arrivando perfino ad assaggiarlo. Le orribili violenze compiute dall’uomo, poi rinominatosi Thomas Quick per offrire un nome più “gradevole” alla stampa, sembravano essere state dimenticate e rimosse nel suo inconscio; finché la terapia nell’ospedale psichiatrico in cui era ricoverato non era riuscita a fargliele tornare in mente” continua su Pb

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