Roma 2015 / The End of the Tour -James Ponsoldt

The End of the Tour recensione film

David Foster Wallace amava il cinema. Anzi, possiamo dire che amasse la fruizione di qualsiasi testo audiovisivo. Consumatore bulimico di televisione, al mondo cinematografico aveva dedicato la sua opera più famosa ed ambiziosa,Infinite Jest, un mattone di più di mille pagine, di cui un decimo composto solo di note al testo, nel quale Wallace immaginava la creazione della droga finale, concretizzata in un film pirata talmente bello da tenere letteralmente ipnotizzato lo spettatore fino alla sua morte per consunzione: una fantasia letale, che univa l’ossessione americana per l’intrattenimento al concetto del piacere sul quale oramai si fonda la nostra società, e che veniva sviluppata entro una complicata struttura di sottotrame e molteplici registri linguistici. Nel 1996 l’uscita del libro trasportò lo scrittore, già autore promettente, nell’olimpo della letteratura americana, e tra la massa di persone che improvvisamente volevano saperne tutto spuntò il giovane David Lipsky, neo giornalista di Rolling Stone, pronto a realizzare l’intervista del momento.” continua su Pb

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