Archivi del mese: maggio 2016

Gestazione per altri: cosa implica parlarne in Italia

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“È passato poco più di un mese dall’approvazione del DDL Cirinnà e continuo a pensare che in Italia non ci si sia accorti realmente del valore degli interrogativi portati avanti dal progetto di legge. Eppure, la reazione spropositata di molti interventi contrari (che andavano a toccare elementi assolutamente estranei al disegno concreto, soprattutto l’eventualità di regolamentare la pratica della gestazione per altri) indicava che si stesse toccando un punto dolente della nostra cultura.

Benché nei fatti il DDL non affrontasse minimamente la questione della gestazione per altri, si è fatta largo nel dibattito pubblico una visione distopica dove donne disgraziate si vendono per sfornare figli innocenti lautamente pagati da coppie omosessuali senza scrupoli.

In questo discorso si nascondono temi fondamentali per la nostra società, e che se la GPA ha monopolizzato per settimane il dibattito pubblico è perché miti secolari su chi siamo, cosa significa famiglia, cosa significa amore e cosa libertà rischiavano di cadere a pezzi.

La prima questione investe il senso di essere figli ed essere genitori e pone la domanda più complessa: di cosa ha bisogno un individuo per crescere serenamente?” continua su SR

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22.11.63 (2016)

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“Per affrontare la miniserie tv 22.11.63 bisogna partire da un concetto di per sé già troppo abusato, cioè che nella realtà tutto è relativo; sopratutto quando una serie televisiva trova in un libro il suo soggetto originario, e deve continuamente confrontarsi con esso. Il progetto, che vede fra i suoi produttoriJ.J. Abrams, nasce difatti dall’omonimo romanzo di Stephen King, uno scrittore talmente sfruttato dal cinema da essersi già riservato un posto a parte nella storia cinematografica come uno dei soggettisti più prolifici. In questo senso è bene specificare che proprio nel caso di22.11.63 il ruolo di King, e del suo libro, non è quello di fornire una storia, quanto un’idea liberamente sviluppata dalla sceneggiatrice Bridget Carpenter, con un risultato finale che si allontana parecchio dal canovaccio originale. Ecco spiegato il motivo per cui, questa volta, tutto è relativo: 22.11.63 acquista una luce diversa a seconda che lo si guardi come opera autonoma o, al contrario, come un effettivo adattamento televisivo. ” continua su Pb

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Love and Mercy – Bill Pohlad (2014)

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“A volte mi spaventa pensare da dove viene, sai?”. Un ragazzo seduto al piano si confronta con il potere creativo del proprio cervello. La musica è già lì, nella sua mente, deve solo riprodurla all’esterno nella maniera più fedele possibile; ma può capitare anche che quella stessa melodia gli esploda nel cranio terrorizzandolo. La vicenda diBrian Wilson, cantante e compositore dei Beach Boys, si dipana lungo il percorso noto dell’artista pazzo, un’immagine stereotipata che nel suo caso si rivelò drammaticamente esatta. Al culmine della vicenda artistica del gruppo, con l’uscita dell’album cult Pet Sounds e del singolo Good Vibrations, Wilson si imbarcava in quello che doveva essere il suo progetto più ambizioso,Smile, finendo però per collassare mentalmente sotto il peso del delirio allucinatorio, senza la lucidità necessaria a mantenere il controllo sul resto della band già scettica rispetto all’idea di allontanarsi dall’immaginario americano di surf, spiaggia e ragazze in bikini grazie al quale i Beach Boys avevano fatto successo negli primi anni Sessanta.” continua su Pb

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