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Two Mothers – Anne Fontaine (2013)

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Nel guardare Two Mothers – tratto dal romanzo breve “Le Nonne” di Doris Lessing- il background emotivo dello spettatore sarà di grande aiuto. Se particolarmente sensibile, potrà rischiare il pianto nel vedere due brave attrici come Naomi Watts e Robin Wright mettere al servizio di una pellicola strampalata tutte le propri doti professionali; se invece propenso a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, si potrà fare quattro risate. Nel caso non fosse ancora chiaro si ha qui di fronte una pellicola palesemente ridicola, e non per la storia, come i frettolosi perbenisti potrebbero pensare.

Sarebbe triste infatti trovare al giorno d’oggi ancora risibile l’amore in tarda età, nonché del tutto retrogrado se, statistiche alla mano, si vive talmente a lungo da fare della giovinezza tanto mediatizzata una parentesi della propria esistenza. È una vera gioia trovare in Two Mothers volti femminili rugosi, dove i segni del tempo sono qualcosa che si aggiunge, non che si perde, facce capaci di amare e essere amate vivendo il sesso con intensità maggiore grazie alla propria esperienza. Il problema semmai, è la capacità da parte di chi narra, di credere fino in fondo nella complessità dei sentimenti esibiti: due amiche per la pelle tanto unite da esser scambiate per lesbiche – laddove la forza dell’amicizia non riesce a essere costretta nelle definizioni abituali – che si innamorano una del figlio dell’altra quasi come naturale estensione del loro amore reciproco, e di questa epifania fanno la base di una nuova vita fatta di mare, nuotate e brindisi di calici finché sul quartetto felice non incombono le nuove conoscenze dei ragazzi. Continua a leggere

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Diana – Oliver Hirschbiegel (2013)

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Uno strano fascino dell’impossibile deve far presa su Oliver Hirschbiegel, se continuando a confrontarsi con i grandi protagonisti della Storia, prima con l’uomo più odiato al Mondo, Adolf Hitler (La caduta) e dopo con una delle donne più amate, la Principessa Diana, sceglie ancora di scontrarsi con l’opacità di fondo che il Mito, sotto tanta luce, non può che riverberare. Sapere tutto di un personaggio storico equivale anche a non saper nulla della sua intima essenza, così facilmente sostituita dagli aneddoti, dalle immagini e dalle testimonianze fino a divenire un tratto trascurabile. Hanno forse, in questo senso, maggiore merito quei film che intendano come racconto storico la sola restituzione di un singolo sentimento preciso riguardo la persona trattata pur rischiando di essere tacciati di miopia riguardo altri versanti della sua biografia. In altri termine va bene anche un lato solo, purché affrontato con potenza e rispetto della complessità che contraddistingue ogni  esistenza. Continua a leggere

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The Impossible – Juan Antonio Bayona (2012)

Un cambiamento storico-sociale grava sul giudizio di The Impossible: il mutamento dei mezzi di informazione avvenuto in circa quindici anni, da quando cioè il racconto e la testimonianza dei fatti del mondo si sono divisi in due frangenti; uno, il giornalismo ufficiale che ancora oggi sopravvive, insieme a un novello fratello, ovvero il racconto diretto, individuale dell’uomo qualunque tramite i nuovi media tecnologici. Così accade che quello che ci racconti The Impossible, la ricostruzione del terribile tsunami che colpì il giorno dopo Natale del 2004 gran parte dell’area asiatica mietendo migliaia di vittime, abbia un qualcosa di già visto insito nella memoria delle piccole telecamere digitali e dei cellulari che ripresero in diretta la catastrofe. Continua a leggere

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