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30/06/08

(stanca)
le stanze della memoria hanno pareti mobili,
che si spostano ad ogni istante
lasciando le linee fragili di ciò che é già andato
cosìcché ogni visitatore possa avere la sensazione,
pur rimanendo immobile,
di star percorrendo un lungo corridoio;
si bussa a un stanza che già si é spostata oltre,
come un gioco di cubi
per smarrirsi in alloggi nuovi o dimenticati
a ritroso nel pensiero. dagli interstizi delle mattonelle arrivano voce confuse,
i riflessi dalle finestre contengono volti che svaniscono come impronte sul vetro
singhiozza il tetto,
si ricostruiscono case andate a pezzi .

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Fantine – I Dreamed a Dream

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Les Miserables è un film lungo, pomposo, quasi caricaturale. Ma Anne Hathaway crea una Fantine sconvolgente, che toglie il respiro: quasi cent’anni dopo riporta sullo schermo la capacità di Reneé Falconetti di usare ogni  lineamento del volto, ogni sguardo, ogni lacrima, per comunicare dolore, speranza, rabbia e gioia come fece nella Passione di Giovanna D’Arco. Da brividi, da lacrime; pura empatia.

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Incubi

Ho un problema col sonno. Cosa comune, sì. Sono insonne da anni, per motivi mentali e ambientali, cosicché ho sempre un po’ di sonno ovunque, e capita che andando a trovare la gente, mi addormenti da qualche parte. C’era una volta un ragazzo con cui avevo preso anzi proprio questa abitudine: uscivamo con gli amici, andavamo a casa sua, e mentre loro rimanevano in soggiorno a ridere e scherzare lui mi diceva “vai pure”, ed io entravo nella sua stanza e mi infilavo sotto le coperte, per un po’. Un mio amico tuttora talvolta mi chiama solo per andare a dormire da lui: dopo aver parlato un po’ ci abbracciamo stretti sotto le coperte coi corpi incastrati quasi avviluppati, finché io non mi posso più muovere, e lentamente ci addormentiamo. Continua a leggere

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Avanti, vomitalo

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(photo by me)

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Οἶδα

Si parla del buio della disperazione, della sofferenza come un’ombra che tutto copre. Ci si sbaglia.
La disperazione è luminosa come la felicità, un bagliore accecante in cui tutti i colori, i livelli di calore delle tonalità colpiscono bruciando la cornea e la pelle, come i vampiri. È tutto quello che sta intorno, nella sua intoccabile solidità. La disperazione è vedere quando non si vorrebbe vedere. Si vede, invece, si vedono cose mai viste prime, quasi come una rivelazione rivoluzionaria, ma non è altro che una misera parte del succedersi delle cose, ben in mostra sotto agli occhi.
La vita è sempre luce, disperata o felice che sia, luce dolce o dilaniante, ma niente della realtà si oscura sotto i pensieri, il mondo rimane ben fermo e visibile, solo che se non si vuol vedere, da quel mondo si vorrebbe fuggire. Solo la morte è buio. Buio consolante, o condanna eterna, ma buio.

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23/10/07 – Vorresti ma non sai più chiedere

Il problema però
è che nella distanza
tra un contatto e l’altro
non si misura il tempo che vi è trascorso.
Incontrare le persone, conoscerle voglio dire
è conoscere anche le infinite ore di solitudine che hanno passato prima di quel momento.
Dire, sono stato solo, non basta
a rendere i segni addosso, i comportamenti deformati nel tempo dal proprio vuoto dal perimetro stranamente tagliente che espandendosi tagliava, cambiava i tratti,feriva.
Per ogni ferita c’è la sensazione di dolore
c’è il tentativo di curarla,o allievare almeno il male

la solitudine cambia, ma non totalmente, piuttosto
fa straripare alcune parti e le fa rientrare fino a nasconderne accuratamente altre
gli angoli non sono mai regolari, ma come colpiti a caso dal martello.
Ci si riveste di comportamenti disturbanti, incomprensibili e stupidi agli occhi dei più
vestiti più che maschere, contro il freddo,
che poi capita qualcuno cerchi di strappare
magari non l’intero tessuto, ma pezzi, per salvare:
e non si capisce se si vuol subito rivestirsi per il freddo aggiunto o, ecco, la pelle esposta,
rivedere il suo colore nudo, fragile, fino a ricordarci nudi, scioglie qualcosa.
E si rimane paralizzati, non si sa cosa scegliere, se tornare vulnerabili o rivestirsi
dubbio che rimane anche mesi e anni
mezzi chiusi e mezzi aperti,senza capire chi si è Continua a leggere

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