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12/11/10

per me la vera difficoltà non é quando le persone non capiscono quel che dico, ma quando non sentono quel che sento

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3/08/11

Tu idiota,
che per rendere meno invidiosa la disperazione l’hai ricamata di parole
come se un cadavere seppellito di fiori potesse per questo alzarsi
per andare a sposarsi

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Tutta da un’altra parte

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(photo by me)

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30/04/10

Perché vedi quel che pesa è l’irremovibilità del passato e la paura che una volta perso il bus che porta alla felicità di tutti, quei preziosi banali entuasiasmi e quella leggerezza se non di corpo di volto, non ci possa essere spazio per una felicità personale malgrado tutto e malgrado il passato, qualcosa che possa mettere radici sul nulla degli errori e delle ferite di un’esistente. Che non è nulla ma è tanto qui dentro la mia sola testa.
Perché sono il tipo che se la pagina è scritta male cancella e ricomincia, e così il libro lasciato da parte per troppo tempo, daccapo dal primo capitolo e qui invece non si può. Il passato e il proprio nome sembrano destini a cui non si sfugge, e a me, per perdonare gli errori miei e degli altri e non  consumarmi d’angoscia  basta sapere che posso permettermelo prima o poi, anche malgrado me.
 

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L’uomo di vetro – Vittorino Andreoli

È bellissimo l’amore e solo la fragilità la coglie. 

– Vittorino Andreoli –

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24/09/08

Quando lei decise di diventare un’accessorio, iniziò a farsi portare in giro. Era muta, una molla plastica rigida per spina dorsale, i raggi del sole erano fili che bruciavano infinitesimali buchi sopra la superfice. Era ondulata, lei.
Le strinsero come pendaglio al collo un led luminoso perché vedesse sempre dov’era, le dipinsero la bocca col miele rappreso,colandole sul corpo, la lasciarono al buio, nascosta sotto i tavoli.
Quando lei decise di di diventare un’accessorio fu chiaro che poteva star ore e mesi gettata per terra, le gambe ritte di legno, indifferente al vento, premendo solchi sulla plastica per saper dove far scivolare le lacrime e la pioggia Continua a leggere

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Parole

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(photo by me)

Idea n. 1: tatuare in rilievo su tutto il corpo il vocabolario braille cosicché la gente possa leggerti a occhi chiusi
Idea n. 2: la cicatrice è sempre una risposta ad un colpo. Se la pelle si apre l’organismo si attiva dando vita a un processo di riepitelizzazione. Per accelerare la guarigione i bordi della ferita si contraggono per aver minor spazio da ricostruire. Ma perché Rimane? Per ricordare la ferita? La guarigione? Perché la guarigione non è riuscita bene? Qualcosa è andato storto durante il processo?

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