Archivi tag: Ricordi

People etc.

In uno dei posti in cui lavoro attacco parola con uno studente, mattinata presto e io che fumo. Studi soltanto o lavori?
Per aiutare i miei spaccio, risponde. È l’unico lavoro che ho trovato.
Non scherza. Verrebbe da dire, ma vai a lavorare seriamente, cretino. E invece nel 2013 rispondo capisco.

In privato vado a posare per  un’anziana signora quasi novantenne che vive in una casa di riposo gestita dalle suore. Quando entro nella sua minuscola stanza, mi rattristo a vedere contenuta in un solo spazio un’intera vita; ci sono i suoi libri di italiano, c’è l’Ariosto e Leopardi, ci sono i dipinti del padre, le foto di famiglia, sua madre con un vestito di pizzo e un fiocco tra i capelli il giorno della sua comunione. Mio marito amava la fotografia, dice mentre mi disegna  intenta a sfogliare i suoi libri fotografici sulla Roma degli anni Sessanta: Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Personale/I Me Mine

Five

2164395434_ab05544f47_z

(photo by me)

Ho iniziato a fotografare per far contenti gli altri. Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Arte & Fotografia, Immagini

22/06/09

e alla fine, non ci sarà che la mia pelle.

Poiché ogni persona è divisa, nessuna comunicazione è reale. Nessun amore è reale, anche se su questo ci tornerò alla fine. Nessuna conoscenza è reale. Nessuno sa davvero niente dell’altro.
Io sono il metro di questa affermazione. Ho amato. Ho parlato. Ho dato in doni parti estese del mio corpo, lembi di pelle che potessero crescere sui corpi altrui. Ma non ho mai lasciato che nessuno sapesse fino in fondo chi ero. Non era cattiveria, indifferenza ,riservatezza, solo pensavo non si potesse. Penso ancora non si possa: Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Personale/I Me Mine

07/02/13

Io non mi vergogno delle mie cicatrici.
Sono il segno che ho imparato
come si ferisce la pelle e come la si cura.

Lascia un commento

Archiviato in Personale/I Me Mine

13/01/07

L’infanzia non ha numeri. È, nel ricordo, un tutt’uno di date, il tempo non è lineare, non esistono i singoli anni. Non mi ricordo cosa ho fatto a 7, 8 anni, rispetto ai 9, non so associare i fatti a un momento specifico, è come se tutto fosse accaduto ininterrottamente. So solo che ero bambina, ma non so quando.
C’è sempre stata la notte, anche nella mia infanzia: Continua a leggere

Lascia un commento

Archiviato in Personale/I Me Mine

08/05/07 A O. che senza saperlo iniziò l’abitudine degli abbracci

All’inizio Orlando era un ragazzo di 17 anni con una grossa massa di riccioli castani e camicie a scacchi dentro calzoni grigi. Io avevo 15 anni, i capelli legati stretti sulla nuca come un ritratto anonimo, gli occhiali come carcere dello sguardo e un’ombra più appariscente della mia stessa carne. Un giorno all’autogestione in una stanzetta cullando con gli occhi da lontano il mio amore segreto, maglioni sgualciti e lana a brandelli, me lo ritrovai accanto a rollarsi una canna, un viso strano e buffo o era solo l’espressione, che misurava lo spazio consapevole con un gran sorriso, mentre fumava seduto su un banco. Era secco Orlando, veniva da O. e ogni mattina si faceva le sue mezz’ore sui Cotral per arrivare a scuola, e non passò molto tempo che fuggendo dalla classe ad ogni ora con una scusa a farmi un giro non mi ci scontrassi attaccando bottone. Continua a leggere

1 Commento

Archiviato in Personale/I Me Mine