Archivi tag: Ricordi

07/02/13

Io non mi vergogno delle mie cicatrici.
Sono il segno che ho imparato
come si ferisce la pelle e come la si cura.

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13/01/07

L’infanzia non ha numeri. È, nel ricordo, un tutt’uno di date, il tempo non è lineare, non esistono i singoli anni. Non mi ricordo cosa ho fatto a 7, 8 anni, rispetto ai 9, non so associare i fatti a un momento specifico, è come se tutto fosse accaduto ininterrottamente. So solo che ero bambina, ma non so quando.
C’è sempre stata la notte, anche nella mia infanzia: Continua a leggere

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08/05/07 A O. che senza saperlo iniziò l’abitudine degli abbracci

All’inizio Orlando era un ragazzo di 17 anni con una grossa massa di riccioli castani e camicie a scacchi dentro calzoni grigi. Io avevo 15 anni, i capelli legati stretti sulla nuca come un ritratto anonimo, gli occhiali come carcere dello sguardo e un’ombra più appariscente della mia stessa carne. Un giorno all’autogestione in una stanzetta cullando con gli occhi da lontano il mio amore segreto, maglioni sgualciti e lana a brandelli, me lo ritrovai accanto a rollarsi una canna, un viso strano e buffo o era solo l’espressione, che misurava lo spazio consapevole con un gran sorriso, mentre fumava seduto su un banco. Era secco Orlando, veniva da O. e ogni mattina si faceva le sue mezz’ore sui Cotral per arrivare a scuola, e non passò molto tempo che fuggendo dalla classe ad ogni ora con una scusa a farmi un giro non mi ci scontrassi attaccando bottone. Continua a leggere

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02/02/13 Sick, sigh

Sabato a letto con mal di gola e tosse. Oh, che vita eccitante.Mammina mi porta a letto la borsa dell’acqua calda e mi taglia a fette tante mele che si scuriscono subito se non le mangio immediatamente. Continua a leggere

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Berlin 2009

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A Berlino, davanti al muro: la città più bella dove sia stata finora.

Cazzo come respiravo.

(photo by me)

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26/09/06

da tempo nel mio pensiero si svolge
un’epifania di punti di memoria
nel piano buio brillano immagini di ricordi casualmente dal passato
appaiono e scompaiono mentre mi impegno in qualsiasi azione
nella mia giornata navigo ininterrottamente fra ieri e l’adesso.

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Sara – Antonello Venditti

Si era in terza media, verso la primavera, e non ero proprio sempre sola. Avevo un paio di amici, o almeno persone con cui scambiare qualche discorso e risata, tra cui il mio grande amore delle medie. Che cotta da ragazzina, del tutto platonica: semplicemente lo vedevo e mi si stringeva lo stomaco per quanto mi sembrava, più che banalmente bello, meraviglioso. Sentimento che mi tenevo dentro, sentimento senza speranza fiorito su un’amicizia che continuava a fare da scusa per continuare a vederlo, anche fuori scuola. E un giorno eravamo a casa di una nostra amica, e lui e un suo amico misero su questa canzone. Continua a leggere

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Moon – Duncan Jones (2009) : un approfondimento

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In principio fu la Science Fiction, in gergo Sci-Fi, da noi conosciuta comunemente come fantascienza. Storie fantastiche di orizzonti lontani, con un’ umanità nuova condizionata dal contatto di tecnologie superiori e  incredibili, che mutavano il concetto stesso di essere umano. Robot, cloni, intelligenze artificiali, al servizio dell’uomo o in conflitto con esso. E cosa c’è di più lontano e utopico che la vita nello spazio? Alieni, astronauti, pianeti dai nomi impronunciabili vennero a popolare i sogni notturni di milioni di adolescenti di ogni generazione, prima in forma letteraria, poi visiva. Il cinema era il contenitore perfetto di immagini straordinarie su esseri e spazi mai visti primi, e grazie ai capolavori del genere fantascientifico gli spettatori poterono nutrire ulteriormente la propria fame di fantasia tecnologica.

Più di un secolo dopo, un regista al suo esordio cinematografico realizza un film a basso budget che  a prima vista sembra un semplice  omaggio da parte di un grande appassionato al genere con cui è cresciuto. Ambientato in un futuro impreciso, Moon (2009)  è la storia di un minatore spaziale (Sam Rockwell) adibito ad estrarre l’energia del futuro sulla Luna e prossimo alla fine del proprio contratto lavorativo, che sta per tornare a casa ad abbracciare moglie e figlioletta che non vede da tre anni. Completamente solo nella base lunare, interdetto ad ogni comunicazione diretta con la Terra causa apparente guasto, Sam interagisce esclusivamente con GERTY, (voce originale di Kevin Spacey) robot programmato alla gestione di tutte le operazioni, nonché alla cura dello stesso Sam. Continua a leggere

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Incubi

Ho un problema col sonno. Cosa comune, sì. Sono insonne da anni, per motivi mentali e ambientali, cosicché ho sempre un po’ di sonno ovunque, e capita che andando a trovare la gente, mi addormenti da qualche parte. C’era una volta un ragazzo con cui avevo preso anzi proprio questa abitudine: uscivamo con gli amici, andavamo a casa sua, e mentre loro rimanevano in soggiorno a ridere e scherzare lui mi diceva “vai pure”, ed io entravo nella sua stanza e mi infilavo sotto le coperte, per un po’. Un mio amico tuttora talvolta mi chiama solo per andare a dormire da lui: dopo aver parlato un po’ ci abbracciamo stretti sotto le coperte coi corpi incastrati quasi avviluppati, finché io non mi posso più muovere, e lentamente ci addormentiamo. Continua a leggere

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