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Il figlio di Saul – László Nemes (2015)

13-05-2015-son_of_saul

“Bisogna sperare che il film d’esordio di László Nemes riceva il maggior numero di premi possibili. È l’unico modo per assegnare visibilità a un’opera che per il tema trattato e la particolare realizzazione si attesta fin dall’inizio come un racconto tremendo, insopportabile, la cui visione sconvolge e atterrisce. Difatti è probabile che Il figlio di Saul sia effettivamente il film sull’Olocausto visivamente più doloroso mai realizzato finora, laddove Shoah di Claude Lanzmann traeva al contrario la sua forza dirompente dalle sole parole dei testimoni: lo statuto visivo su cui è fondata la sua storia interpella direttamente il grande dibattito filosofico e critico inerente la rappresentabilità dal punto di vista morale della tragedia dei campi di concentramento. Fondamentalmente tale rappresentazione è sempre stata basata sui racconti di chi aveva visto e vissuto quell’esperienza, ovvero di chi era riuscito a sopravvivere abbastanza per poter raccontare ciò che sapeva; conosciamo in gran parte ciò che avveniva nei campi grazie alle testimonianze dei sopravvissuti, un numero minimo di persone rispetto al quadro generale dei deportati, motivo per cui Primo Levi avvertì l’esigenza di distinguere chi, come lui, era riemerso (i salvati) dall’orrore, rispetto alla stragrande maggioranza di coloro che vi erano scomparsi per sempre (i sommersi), gli unici a vivere e conoscere fino in fondo, morendo, l’essenza dell’Olocausto. ” continua su Pb

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In Darkness – Agnieszka Holland (2011)

Sappiamo già dall’inizio che In Darkness non attirerà orde di spettatori in sala: ancora – e su questo “ancora” torneremo in seguito – l’Olocausto, stavolta durante l’occupazione nazista in Polonia, ancora un Giusto, come i ben più noti Oscar Schindler e il nostrano Giorgio Perlasca, che in ogni modo tenta di salvare il suo gruppo di ebrei dalla morte. E non soltanto dato che tutto questo avviene nell’oscurità reale, suggerita dal titolo, delle fogne, un labirinto d’acqua, vicoli e topi che è luogo di quasi tutti gli eventi del film. Ma sarebbe un peccato, perché quel ”ancora” non significa nulla di ripetitivo e già visto, e grattando sotto la superficie del dramma storico si può assistere a uno stupefacente compendio di tutte le emozioni che regolano la vita umana. Continua a leggere

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