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Moon – Duncan Jones (2009) : un approfondimento

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In principio fu la Science Fiction, in gergo Sci-Fi, da noi conosciuta comunemente come fantascienza. Storie fantastiche di orizzonti lontani, con un’ umanità nuova condizionata dal contatto di tecnologie superiori e  incredibili, che mutavano il concetto stesso di essere umano. Robot, cloni, intelligenze artificiali, al servizio dell’uomo o in conflitto con esso. E cosa c’è di più lontano e utopico che la vita nello spazio? Alieni, astronauti, pianeti dai nomi impronunciabili vennero a popolare i sogni notturni di milioni di adolescenti di ogni generazione, prima in forma letteraria, poi visiva. Il cinema era il contenitore perfetto di immagini straordinarie su esseri e spazi mai visti primi, e grazie ai capolavori del genere fantascientifico gli spettatori poterono nutrire ulteriormente la propria fame di fantasia tecnologica.

Più di un secolo dopo, un regista al suo esordio cinematografico realizza un film a basso budget che  a prima vista sembra un semplice  omaggio da parte di un grande appassionato al genere con cui è cresciuto. Ambientato in un futuro impreciso, Moon (2009)  è la storia di un minatore spaziale (Sam Rockwell) adibito ad estrarre l’energia del futuro sulla Luna e prossimo alla fine del proprio contratto lavorativo, che sta per tornare a casa ad abbracciare moglie e figlioletta che non vede da tre anni. Completamente solo nella base lunare, interdetto ad ogni comunicazione diretta con la Terra causa apparente guasto, Sam interagisce esclusivamente con GERTY, (voce originale di Kevin Spacey) robot programmato alla gestione di tutte le operazioni, nonché alla cura dello stesso Sam. Continua a leggere

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Super 8 – J.J. Abrams (2011)

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Ohio 1979. Con la sua piccola cinepresa Super 8, Joel, giovanissimo regista in erba, si appresta a girare col suo gruppo di amici e la new entry Alice (Elle Fanning) un filmino amatoriale sugli zombie. Una sera, durante una ripresa in esterni, la troupe assiste a un incredibile incidente ferroviario. Qualche giorno dopo nella cittadina avvengono strani fenomeni, segnali di un’entità inafferrabile intorno al cui mistero si stringono le vite personali degli aspiranti filmmakers.

Super 8 è l’opera vintage per eccellenza, un film traboccante di amore e gratitudine per la nuda bellezza di quel cinema di trent’anni fa che contagiò come un virus gli aspiranti registi di allora. Doppio tributo allo Steven Spielberg – qui in veste di produttore – regista affermato ma anche al giovane appassionato di cinema che Super8 alla mano già a dieci anni già scriveva e girava i suoi primi film. Quando si dice corsi e ricorsi storici: vent’anni dopo i primi esperimenti del piccolo Steven un altro ragazzino, J.J. Abrams, si diverte a dirigere piccoli filmini amatoriali, e a 15 anni viene assunto per riparare i sopracitati lavori giovanili di Spielberg, che nel frattempo sta già partorendo i suoi primi capolavori cinematografici. Continua a leggere

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I Migliori Momenti del Cinema: La Passione di Giovanna D’Arco

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“Taglia!” si ordina mentalmente il montatore mentre scorre la pellicola. Tagliare è un gesto fondamentale della postproduzione cinematografica: punteggiatura visiva, metafora di apporto di senso, il montaggio non vive senza il film (materiale girato) e il film non vive senza il montaggio (struttura testuale) . Non a caso tuttora acquistono grande popolarità i tardivi director’ cut ed entrano nella leggenda litigi e alterchi per l’ultima parola sulla cucitura filmica. Ma ci sono pochi film che devono al ‘taglio’ molto più delle varie visioni concettuali inerenti le diverse scuole di pensiero sul decoupage. Anzi, forse non c’è mai stato un film così particolare non solo per come è stato tagliato all’interno della sua produzione, ma anche prima, e dopo, come La Passione di Giovanna D’Arco di Carl Theodor Dreyer.  Continua a leggere

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Girl Model – Ashley Sabin e David Redmon (2011)

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Girl Model è un’opera fondamentale per chi voglia capire le regole del documentario e anche per chi voglia un giorno intraprendere quest’attività in prima persona. Il film di Ashley Sabin e David Redmon è infatti un racconto appeso ad un filo morale tesissimo, sempre sul punto di rompersi davanti allo spettatore. I due registi infatti hanno seguito la vicenda della giovanissima Nadya dalla Siberia fino al Giappone, inviata da un’agenzia di modelle con un contratto che sulla carta assicurava almeno due lavori pagati. Nella realtà la ragazzina si trova sola all’aeroporto, smarrita tra cartine stradali, senza conoscere l’inglese, né sapere come contattare al telefono qualcuno che l’aiuti. Continua a leggere

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I Colori della Passione – Lech Majewski (2011)

I-COLORI-DELLA-PASSIONE-La National Gallery di Londra. Il Museo Louvre di Parigi. Due nomi a caso, tratti dall’elenco dei luoghi internazionali dove è stata ambientata la prima de I Colori della Passione. Primi indizi a svelare che non ci troviamo di fronte a un film come gli altri; o almeno come gli altri film ci hanno abituato a immaginare.

I Colori della Passione è infatti film, installazione, rappresentazione pittorica, elaborazione digitale e interpretazione in carne ed ossa a partire dal grande dipinto del pittore fiammingo Pieter Bruegel La Salita al Calvario del 1564. Continua a leggere

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Easy Girl – Will Gluck (2010)

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Si sa che le commedie adolescenziali funzionano come barzellette, per stereotipi: c’è il Secchione, la Ragazza più Popolare, Il Nerd, L’Omosessuale, e così via, intrappolati in storie che confermano una personalità prevedibile. Partendo da un innocua bugia inventata per sentirsi importante , Olive (Emma Stone) sceglie consapevolmente di assumere proprio il ruolo di ragazza facile del liceo fino a inventarsi lo strano mestiere di una falsa prostituzione: laddove gli altri si fanno pagare per fare sesso, lei si fa pagare per far credere di aver fatto sesso. Continua a leggere

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Precious – Lee Daniels (2009)

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È davvero difficile scrivere una recensione obiettiva su Precious. Difficile, innanzitutto perché è molto complicato riuscire a distinguere il film in sé dalle questioni culturali che propone. L’errore, per uno spettatore facilmente impressionabile potrebbe essere quello di scambiare il film come oggetto a sé stante con le ripercussioni avute in America, in particolare nella comunità afroamericana. Un altro errore potrebbe essere scegliere di leggere la storia di un’adolescente nera obesa, incinta ed analfabeta come diretta provocazione per uno stato che ha al comando attualmente proprio un presidente di colore. La vera questione, come si vedrà, è saper leggere con onestà la storia per quello che racconta. Continua a leggere

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